Oggi consiglio un libro. “Lizzie” di Shirley Jackson.

Ben trovati lettori e lettrici. Oggi vi parlo della mia ultima lettura, si tratta di “Lizzie”, romanzo pubblicato in Italia da Adelphi e scritto da Shirley Jackson.

Ho letto questo libro insieme ad altre lettrici in un gruppo di lettura su Instagram. Ho sentito pareri abbastanza negativi su “Lizzie”, c’è chi addirittura si chiede come mai una casa editrice di un certo livello come la Adelphi lo abbia pubblicato. Sarà che a me lo stile di scrittura della Jackson piace a prescindere, ma non ho trovato in questo libro tutti i difetti di cui si parla in giro. 

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La protagonista è Elizabeth Richmond, una giovane di 23 anni molto semplice, dalla vita piatta, vive con una zia che amministra i suoi beni e svolge un lavoro poco entusiasmante. Da qualche tempo la ragazza soffre di terribili mal di testa che sembrano addirittura incurabili. Tramite il medico di famiglia, Elizabeth incontra il dottor Wright che la sottopone ad una serie di sedute ipnotiche durante le quali vengono alla luce tre personalità diverse e in conflitto tra loro: oltre alla noiosa Elizabeth, conosciamo la dolce Beth e la crudele Betsy che vorrebbe far sparire per sempre le altre due. Questa scoperta, lungi dall’essere la soluzione al problema di Elizabeth, farà venire a galla segreti familiari a lungo nascosti e farà dubitare lo stesso dottor Wright della sua dottrina.

Il romanzo è suddiviso in sei capitoli, ognuno dei quali è raccontato da uno dei protagonisti. L’autrice è bravissima ad alternare i vari punti di vista cambiando anche il modo di raccontare in base alla personalità del protagonista, infatti il primo capitolo è piuttosto lento e noioso proprio perché ripercorriamo le giornate e le sensazioni di Elizabeth.

E’ questo il motivo principale per cui consiglio la lettura di “Lizzie”: trovare all’interno della stessa trama tanti punti di vista diversi scritti in maniera totalmente differente è, secondo me, indice di grande maestria. Inoltre avevo immaginato un finale totalmente diverso ed invece è stato una sorpresa! E a me questo genere di sorprese piacciono molto.

Scheda del libro.
Titolo: Lizzie
Autrice: Shirley Jackson
Prezzo: € 20,00
Editore: Adelphi Edizioni

Recensione. “Follia” di Patrick McGrath.

Bentornati cari lettori e care lettrici. Il libro di cui vi parlo oggi è una delle mie letture del mese scorso, si tratta del romanzo “Follia” scritto dall’autore inglese Patrick McGrath e pubblicato da Adelphi.

Trama. La storia è ambientata in Inghilterra nel 1959, la voce narrante è lo psichiatra Peter Cleave che lavora in un manicomio criminale. La storia che il dottor Cleave racconta vede protagonista Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra della struttura, che vive in una villetta all’interno dell’ospedale. Alcuni detenuti, quelli ritenuti meno pericolosi, vengono impiegati come operai per lavori di giardinaggio nei campi del manicomio. E’ proprio così che Stella si imbatte in Edgar Stark, uno scultore detenuto per aver ucciso la moglie in maniera violenta e crudele. Tra i due scatta una passione sessuale improvvisa ed incontenibile. Stella, pur conscia dei pericoli che corre, intraprende una relazione clandestina con Edgar che incontra in una rimessa dove si crede al riparo da sguardi esterni, ma si sbaglia. Il rapporto tra i due diventa vitale per Stella che inizia a vivere in funzione degli incontri con Edgar, comincia a trascurare il figlio e il marito, beve molto e inizia a perdere la ragione. Un giorno Edgar si introduce in casa di Stella…

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Il mio commento. La trama del romanzo non è eccessivamente complessa, anzi! I vari eventi così come le spiegazioni mediche si seguono con estrema facilità. La storia scorre via veloce anche perché è carica di tensione dall’inizio alla fine: non ci si annoia neanche per un momento. Stella è la classica donna/madre/moglie inquieta e insofferente, il marito è scialbo e indifferente alla bellezza sfrontata della moglie, qualsiasi uomo vorrebbe accanto una donna così ma lui è ossessionato dal suo lavoro e dalla carriera. Non appena Stella incontra Edgar ritrova la passione, la voglia di vivere e sente di nuovo il sangue pulsarle nelle vene. A quel punto non le importa il passato criminale di lui, né lo scandalo che potrebbe venirne fuori, l’unica cosa che conta per lei è Edgar e i loro incontri intensi. Stella è una donna bella e passionale che ha dovuto celare la sua vera natura per troppo tempo e adesso il classico punto di rottura le ha offuscato la mente dando il via libera agli istinti. Mente a tutti, si dimentica di avere un figlio e si attacca alla bottiglia del gin. E’ per lei l’inizio della fine.

Come dicevo prima, la storia è carica di tensione e ci si aspetta la tragedia da un momento all’altro per tutto il tempo della lettura. La tragedia arriva proprio quando tutto sembra più “tranquillo”, nel momento in cui il lettore tira un sospiro di sollievo e invece ecco la batosta. Senza anticipare nulla, ho trovato questo colpo di scena un po’ prevedibile così come il finale, scontato e banale. Ciò che invece ho molto apprezzato è stata la scelta di far raccontare la storia da uno psichiatra che ha dato alla trama una visione più clinica che emotiva, anche se i sentimenti non sono di certo mancati. I personaggi sono quasi tutti terribili, nel senso che non ne salverei neanche uno e che non ho provato empatia per nessuno di loro. Ma d’altronde la storia richiedeva proprio dei protagonisti al limite quindi credo proprio che l’autore sia riuscito nell’intento.

Ho letto questo libro perché l’ho visto ovunque su Instagram e devo dire che sono contenta di averlo fatto.

Scheda del libro. 
Titolo: Follia
Autore: Patrick McGrath
Casa editrice: Adelphi Edizioni
Prezzo: € 12,00
Pagine: 296

 

 

Recensione. “Le braci” di Sàndor Màrai.

Ben tornati lettori e lettrici. Il romanzo di cui vi parlo oggi è “Le braci” di Sàndor Marài pubblicato per la prima volta nel 1942 in Ungheria senza successo. Nel 1998 viene pubblicato in Italia da Adelphi.

Trama. Il libro racconta la storia di due amici di vecchia data che si ritrovano a cena dopo 41 anni di lontananza. Siamo nel 1940, Henrik e Conrad sono i due protagonisti ormai ultrasettantenni. Il primo è il proprietario del castello ai piedi dei Carpazi nel quale si svolge la cena, ha fatto carriera nell’esercito di cui è generale ed è un membro della ricca nobiltà. Konrad invece proviene da una famiglia povera e dopo aver tentato anch’egli la carriera militare ha abbandonato tutto e si è trasferito in Oriente per circa quarant’anni. I due si conobbero ancora fanciulli a scuola e la loro amicizia divenne fin da subito un rapporto solido e profondo al quale mancava il solo legame di sangue. Vivevano quasi in simbiosi nonostante la differente provenienza sociale e le diverse attitudini: mentre Henrik fin da piccolo era orientato verso la vita da militare, grazie anche all’influenza del padre ufficiale della Guardia Reale, al contrario Konrad sembrava poco incline alla dura disciplina del soldato. Ma accade qualcosa tra i due amici che mette il loro rapporto in pausa per oltre quaranta anni. E la cena, che il generale preparerà con cura maniacale, svelerà segreti e dolori tenuti celati per troppo tempo.

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Il mio commento. Non avevo mai letto Màrai, e adesso mi chiedo “perché?”, anche se avevo sentito parlare tanto e bene di questo romanzo. Ho trovato questa storia come una vera e propria corda che durante la narrazione viene tesa e ancora tesa fino ad arrivare al punto in cui si spezza e arriva in faccia con tutta la potenza accumulata. Il libro parte subito con la notizia di questa cena così a lungo attesa e con l’ansia del generale che pretende che sia tutto perfettamente identico ad un’altra cena di molti anni addietro. L’autore prosegue poi con il racconto dell’incontro e dell’amicizia tra Henrik e Konrad. Solo nelle ultime pagine il lettore viene a conoscenza di una caccia avvenuta quaranta anni prima durante la quale accadde qualcosa che cambiò il corso delle loro vite. Quando Henrik racconta questo episodio la tensione tra le righe è altissima anche se le parole usate denotano calma e accettazione. E’ quasi sempre il generale a parlare per l’intera cena, è un fiume in piena e si ferma solo quando si sente svuotato, Konrad accenna giusto qualche risposta. Cenano da soli ma tra loro aleggia la presenza costante di una donna che rimane lì per tutta la notte sia nelle parole sia nella mente dei due uomini. Ho trovato questo romanzo malinconico, struggente e romantico come pochi altri. La scrittura di Màrai è elegante e sublime, una vera delizia per l’anima. Lo svolgersi dell’intera storia con questo crescendo di segreti svelati tiene gli occhi del lettore fissi sulle pagine. Un amore perduto o abbandonato, un’amicizia tradita, l’orgoglio, la vigliaccheria, la rinuncia a vivere, la vendetta. Il finale è ancora più malinconico dell’intero romanzo e le domande rimaste senza risposta lasciano un po’ di amaro in bocca ma fanno sì che questa storia resti a lungo in mente.

Chiaramente adesso andrò a recuperare gli altri romanzi di Màrai.

Buone letture e alla prossima!

Scheda del libro.
Titolo: Le braci
Autrici: Sàndor Màrai 
Casa editrice: Adelphi Edizioni
Prezzo: € 10,00
Pagine: 181