Recensione. “L’incredibile storia dell’uomo che dall’India arrivò in Svezia in bicicletta per amore” di Per J Andersson.

Bentrovati lettori! Oggi vi parlo di una delle mie ultime letture, si tratta del romanzo di Per J Andersson “L’incredibile storia dell’uomo che dall’India arrivò in Svezia in bicicletta per amore” edito Sonzogno. Il titolo è lunghissimo ma rende perfettamente l’idea del contenuto del libro.

Trama. Pikay (nome completo: Jagat Ananda Pradyumna Kumar Mahanandia) è un ragazzo indiano, è un fuori casta e quindi un “intoccabile” che in India significa fame, miseria, soprusi e destino segnato. Lotta invece è una ragazza svedese con la passione per l’Oriente e l’avventura, così verso la fine del 1975 parte con degli amici a bordo di un furgoncino alla volta del continente asiatico. Giunta in India incontra per caso in una piazza di Nuova Delhi un artista di strada che si guadagna da vivere facendo ritratti ai turisti. Quel ragazzo è Pikay che si innamora subito di lei e inizia a corteggiarla. Arriva per Lotta il momento di ripartire e i due si lasciano con la promessa di rivedersi dopo sei mesi, ma la ragazza giunta in Svezia deve completare gli studi e rimanda continuamente il ritorno in India. Così Pikay che non può permettersi di viaggiare in aereo, inforca una vecchia bicicletta e decide di raggiungere il suo destino nel Nord Europa.

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Il mio commento. Raramente compro un libro senza prima aver letto la trama, questo è uno di quei rari casi. Anche perché con un titolo così esplicativo non serve leggere altro! Il romanzo parla soprattutto della vita di Pikay, dalla sua nascita quando l’astrologo del villaggio comunica alla famiglia del neonato quale sarà il suo destino, a quando un cobra lo protegge col suo corpo dall’acqua piovana che filtra dal tetto della capanna dove vive, alla consapevolezza di essere intoccabile e impuro, agli studi, all’estrema miseria fino all’incontro con Lotta. Nell’ultima parte parla anche del viaggio in bicicletta attraverso due continenti, ma senza conoscere la vita intera di Pikay e la sua caparbietà non si riuscirebbe ad apprezzare fino in fondo il gesto di questo ragazzo squattrinato che pur di raggiungere il suo destino si lancia verso l’ignoto. Ho molto apprezzato il racconto dei primi anni di vita di Pikay, soprattutto quando il primo giorno di scuola scopre il significato della parola intoccabile. Il maestro lo fa sedere fuori in cortile lontano dal resto della classe e non gli rivolge mai la parola, e quando accidentalmente Pikay tocca gli altri bambini, l’uomo li porta al fiume affiché lavino via l’impurità del contatto. Ecco cos’è un intoccabile, uno che per nascita è “sporco”, non può essere amico di chi appartiene alle caste, non può ambire a migliorare la sua situazione né pensare di essere accettato dalla società. Non è sempre stato così in India, in passato tutti erano uguali e non esisteva il sistema delle caste, tremilacinquecento anni fa gli indoari, alte popolazioni dalla carnagione chiara originarie dell’Asia centrale, erano arrivati nella penisola indiana e avevano insegnato agli abitanti delle foreste come coltivare la terra. Gli indoari in seguito erano diventati guerrieri e sacerdoti e avevano istituito un ceto amministrativo basato sulle caste, loro ovviamente occupavano le più alte. Da allora c’era chi commette soprusi e chi li subisce, con la dominazione inglese qualcosa sembrava esser cambiato in India ma è un sistema che fa comodo a troppe persone per essere eliminato del tutto. Eppure Pikay dal suo villaggio ai margini della foresta arriva fino alla capitale indiana grazie al talento che ha per il disegno, studia alla scuola d’arte e seppur nella miseria più nera tenta di affrancarsi dal destino degli intoccabili. Si fa un nome grazie ai suoi ritratti e perfino l’allora primo ministro Indira Gandhi gliene commissiona uno. Oltre la parte che riguarda l’infanzia di Pikay, mi è molto piaciuto il suo viaggio attraverso luoghi che adesso sono ritenuti pericolosi e inadatti al turismo. Parlo del Pakistan e dell’Afghanistan ma anche dell’Iran. Negli anni 70 migliaia di giovani europei e americani partivano per l’Asia attirati dal mito della cultura esotica, viaggiavano in gruppo con furgoncini psichedelici o da soli con zaino in spalla e pochi spicci in tasca. Si fermavano nei posti più alla moda ma anche in ostelli sporchi e sperduti, scappavano dalle comodità e dagli obblighi sociali verso l’avventura nuda e cruda. Erano gli anni delle rivolte giovanili in tutto il mondo, gli studenti volevano un’istruzione migliore, le donne volevano la parità, i pacifisti dicevano “no alla guerra” con forza e convinzione, è stato il periodo storico che forse ha cambiato di più la società moderna. E sicuramente l’Asia, e in particolare l’India, nell’immaginario collettivo assumevano il simbolo di libertà, semplicità e contatto con la natura. A distanza di 40 anni viaggiare in certi Paesi asiatici è diventato proibitivo ed estremamente pericoloso e l’India presenta gli stessi problemi e le stesse contraddizioni di allora, esistono ancora le caste e gli intoccabili, la condizione femminile è ferma e non ha fatto nessun passo avanti.

E’ un romanzo che racconta fatti realmente accaduti, è la storia di un ragazzo a cui era stato predetto il destino e che ha fatto di tutto per realizzarlo. Non è una semplice storia d’amore, c’è il riscatto sociale, c’è la fiducia in se stessi nonostante tutto e tutti, c’è la speranza nel cambiamento e c’è il superamento dei propri limiti.

Se pensate di aver fatto una pazzia per amore, beh è niente in confronto all’impresa di Pikay per la sua Lotta!

A presto!

Scheda del libro. 
Titolo: L'incredibile storia dell'uomo che dall'India arrivò in Svezia in bicicletta per amore
Autore: Per J Andersson
Prezzo: € 17,00 
Pagine: 299
Editore: Sonzogno.

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