Recensione. “Le braci” di Sàndor Màrai.

Ben tornati lettori e lettrici. Il romanzo di cui vi parlo oggi è “Le braci” di Sàndor Marài pubblicato per la prima volta nel 1942 in Ungheria senza successo. Nel 1998 viene pubblicato in Italia da Adelphi.

Trama. Il libro racconta la storia di due amici di vecchia data che si ritrovano a cena dopo 41 anni di lontananza. Siamo nel 1940, Henrik e Conrad sono i due protagonisti ormai ultrasettantenni. Il primo è il proprietario del castello ai piedi dei Carpazi nel quale si svolge la cena, ha fatto carriera nell’esercito di cui è generale ed è un membro della ricca nobiltà. Konrad invece proviene da una famiglia povera e dopo aver tentato anch’egli la carriera militare ha abbandonato tutto e si è trasferito in Oriente per circa quarant’anni. I due si conobbero ancora fanciulli a scuola e la loro amicizia divenne fin da subito un rapporto solido e profondo al quale mancava il solo legame di sangue. Vivevano quasi in simbiosi nonostante la differente provenienza sociale e le diverse attitudini: mentre Henrik fin da piccolo era orientato verso la vita da militare, grazie anche all’influenza del padre ufficiale della Guardia Reale, al contrario Konrad sembrava poco incline alla dura disciplina del soldato. Ma accade qualcosa tra i due amici che mette il loro rapporto in pausa per oltre quaranta anni. E la cena, che il generale preparerà con cura maniacale, svelerà segreti e dolori tenuti celati per troppo tempo.

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Il mio commento. Non avevo mai letto Màrai, e adesso mi chiedo “perché?”, anche se avevo sentito parlare tanto e bene di questo romanzo. Ho trovato questa storia come una vera e propria corda che durante la narrazione viene tesa e ancora tesa fino ad arrivare al punto in cui si spezza e arriva in faccia con tutta la potenza accumulata. Il libro parte subito con la notizia di questa cena così a lungo attesa e con l’ansia del generale che pretende che sia tutto perfettamente identico ad un’altra cena di molti anni addietro. L’autore prosegue poi con il racconto dell’incontro e dell’amicizia tra Henrik e Konrad. Solo nelle ultime pagine il lettore viene a conoscenza di una caccia avvenuta quaranta anni prima durante la quale accadde qualcosa che cambiò il corso delle loro vite. Quando Henrik racconta questo episodio la tensione tra le righe è altissima anche se le parole usate denotano calma e accettazione. E’ quasi sempre il generale a parlare per l’intera cena, è un fiume in piena e si ferma solo quando si sente svuotato, Konrad accenna giusto qualche risposta. Cenano da soli ma tra loro aleggia la presenza costante di una donna che rimane lì per tutta la notte sia nelle parole sia nella mente dei due uomini. Ho trovato questo romanzo malinconico, struggente e romantico come pochi altri. La scrittura di Màrai è elegante e sublime, una vera delizia per l’anima. Lo svolgersi dell’intera storia con questo crescendo di segreti svelati tiene gli occhi del lettore fissi sulle pagine. Un amore perduto o abbandonato, un’amicizia tradita, l’orgoglio, la vigliaccheria, la rinuncia a vivere, la vendetta. Il finale è ancora più malinconico dell’intero romanzo e le domande rimaste senza risposta lasciano un po’ di amaro in bocca ma fanno sì che questa storia resti a lungo in mente.

Chiaramente adesso andrò a recuperare gli altri romanzi di Màrai.

Buone letture e alla prossima!

Scheda del libro.
Titolo: Le braci
Autrici: Sàndor Màrai 
Casa editrice: Adelphi Edizioni
Prezzo: € 10,00
Pagine: 181

 

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