Cronache di un gatto viaggiatore, Hiro Arikawa.

Il libro di cui vi parlo oggi è la mia ultima lettura “Cronache di un gatto viaggiatore” di Hiro Arikawa, edito da Garzanti, prezzo di copertina € 16,90.

La storia è ambientata in Giappone, il protagonista umano è Satoru un giovane trentenne che vive da solo. Nei pressi di casa sua bazzica un gatto randagio fiero e indipendente che non si lascia avvicinare da nessuno, Satoru cerca di instaurare un rapporto con l’animale lasciando in giro ciotole di cibo e acqua. Un giorno il gatto viene investito da un’auto di passaggio che gli rompe una zampa, Satoru interviene, porta l’animale in casa e inizia a curarlo e a prendersi cura di lui. E così il gatto trova un amico e riceve un nome: Nana che in giapponese significa “sette”, la sua coda infatti forma un uncino che ricorda proprio il numero sette.

Tra i due si forma una sintonia perfetta, almeno fino a che Satoru a causa di un imprevisto cambiamento non può più occuparsi di Nana e decide allora di affidarlo a qualcuno dei suoi vecchi amici. I due partono in macchina attraverso i meravigliosi e suggestivi paesaggi giapponesi alla ricerca di una nuova casa per Nana.

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L’autrice alterna la voce narrante della storia con quella di Nana e man mano scopriamo i pensieri e gli stati d’animo del gatto che parla di Satoru come del suo migliore amico o del fratello prediletto. I due si intendono alla perfezione e la profondità del loro rapporto è commovente, chi vive o ha vissuto con un gatto sa bene quanto questi animaletti possono essere testardi e indipendenti ma anche capaci di gesti affettuosi e slanci d’amore.

Satoru ha avuto un’infanzia non troppo tranquilla, anzi! Per “problemi” familiari è stato costretto a stravolgere continuamente la sua vita: ha dovuto lasciare il posto dove era nato e vissuto, ha dovuto dire addio al suo migliore amico e ogni volta che riusciva a trovare nuovi amici era costretto ancora a separarsene. Eppure, nonostante la giovane età, ha sempre accettato questi cambiamenti con maturità e non ha mai avuto troppe difficoltà di adattamento. Ciò che maggiormente mi ha colpito di Satoru è questa sua grande capacità di guardare avanti e di non piangersi mai addosso anche se motivi ne avrebbe moltissimi. E’ sempre felice e positivo, sorridente e disponibile. Quello che sarà il suo destino alla fine del romanzo è davvero un fatto inaccettabile, ingiusto, e il modo in cui lui affronta tutto è una delle più grandi lezioni di vita che un romanzo possa dare. Purtroppo non posso dire di più o rischierei di rovinarvi la lettura, questo libro mi è stato caldamente consigliato da una ragazza conosciuta grazie ad Instagram e credo che non la ringrazierò mai abbastanza!

Anch’io ne consiglio moltissimo la lettura, ma mi raccomando: preparate i fazzoletti verso la fine!

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