Anche la morte ascolta il jazz, Valeria Biuso.

Il libro di cui vi parlo oggi è Anche la morte ascolta il jazz di Valeria Biuso, edito Ianieri edizioni.

Siamo a New York negli anni Quaranta del secolo scorso, William Brooks è un aspirante scrittore che lavora per una rivista e nel tempo libero si dedica alla stesura (infinita) del suo romanzo. La sera frequenta molti locali del bebop dove oltre alla buona musica si incontra gente di tutti i generi, dalla ragazza ricca e viziata che tenta di prendere le distanze dallo stile di vita della propria famiglia, a ragazzi tossici, spacciatori, squattrinati e nullafacenti. Un giorno incontra il misterioso Noah Tats, una sorta di parente alla lontana, con il quale inizia una frequentazione saltuaria ma che per William diventa quasi indispensabile. Intanto la sua vita sentimentale e lavorativa va a rotoli e il ragazzo comincia a fare scelte poco avvedute.

William ha 27 anni, il padre è morto da poco e la madre vive a qualche ora di distanza. Ha uno strano rapporto con il fratello maggiore, un po’ di amore e odio o magari prospettive diverse. Fa coppia con Dahlia, una ragazza ricca alla ricerca di se stessa tra droga e poesia. Il loro rapporto è basato sul sesso e sull’abitudine, non hanno troppe cose in comune. Infatti lei di punto in bianco fugge a Los Angeles con un tipo poco raccomandabile. Un’altra donna che frequenta William è Tine che fa dell’amore libero una scelta di vita, ha sofferto nella vita e rifugge dai sentimenti.

William è un ragazzo in crisi, non riesce a svoltare, a decidere per se stesso. Vive in un appartamento minuscolo e ammuffito e riesce a mantenersi grazie all’aiuto economico della madre, altrimenti con il suo salario del lavoro al giornale sarebbe già per strada. Non ha prospettive future, il romanzo è ad un punto morto e non si decide mai a finirlo o a spedirlo a qualche casa editrice. Preferisce sopravvivere senza mai osare, come se avesse paura più di riuscire in qualcosa che di fallire. L’unico che riesce a dargli una scossa è Noah che appare sempre nei momenti più opportuni, come dal nulla, con i suoi abiti eleganti e il suo bocchino fumante. Le discussioni filosofiche che avvengono tra i due sono sublimi, un piacere per la mente del lettore. Noah riesce a far ragionare William e lo sfida a capire, a far meglio. Ma il ragazzo è troppo attratto da droga, alcol e amicizie poco raccomandabili, è in una spirale autodistruttiva e non riesce a venirne fuori. Eppure Noah non demorde.

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La scrittura di questo romanzo è sopraffina, i termini sono ricercati e utilizzati con cura, niente è lasciato al caso e non esistono passaggi banali o forzati. Attraverso la storia di William viviamo la crisi di un’intera generazione a confronto con  la velocità del cambiamento e del progresso che la trova impreparata e alla deriva. Sono moltissimi i libri e gli autori citati, si parla di musica, spiritualità e filosofia. C’è tanto in questo libro e il finale è particolare, inaspettato, direi la ciliegina sulla torta!

Ne consiglio la lettura.

 

3 pensieri su “Anche la morte ascolta il jazz, Valeria Biuso.

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