Memorie d’una ragazza perbene, Simone de Beauvoir.

Qual è l’aspetto più interessante di un gruppo di lettura? Secondo me, senza dubbio è la scoperta di nuovi autori e di nuovi libri che probabilmente da sola non avrei mai letto. E da quando faccio parte del gruppo di lettura online organizzato da I Read, la tana del lettore  ho  conosciuto scrittori e romanzi che sono entrati nel mio cuore.

E’ il caso del libro di cui vi parlo oggi: “Memorie di una ragazza perbene” di Simone de Beauvoir pubblicato da Einaudi.

Si tratta della prima parte dell’autobiografia dell’autrice francese fino ai suoi 21 anni. Simone nasce a Parigi nel 1908 in una famiglia borghese. Il padre da giovane aspirava a diventare attore di teatro ma si rassegnò ben presto ad adattarsi alla vita di capo famiglia. La madre era una fervente cattolica che educò Simone e la sorellina minore secondo i dettami della Chiesa. Le bambine avevano a disposizione molti testi da leggere che però venivano accuratamente vagliati e censurati dai genitori. Simone fin da piccolissima dimostrava già un carattere poco incline ad essere addomesticato. Nei suoi racconti dettagliati dell’infanzia ricorda perfettamente le prime delusioni causate dalle bugie degli adulti, lei si indignava davanti a tali mancanze di rispetto che hanno poi contribuito alla formazione della sua stessa coscienza di donna. In maniera ostinata e caparbia, da bambina e poi da ragazza, ha preteso di essere trattata sempre da pari e non ha mai chinato il capo davanti al costume dell’epoca secondo cui le donne erano solo oggetti e non potevano decidere della propria vita. Frequentò una scuola cattolica dove conobbe Zazà Mabille che divenne man mano la sua migliore amica, anche lei figlia di borghesi, sembrava avere con la madre un rapporto molto più aperto e confidenziale rispetto a Simone e la signora de Beauvoir. Più avanti negli anni invece la signora Mabille si rivelò essere un vero e proprio tiranno che decideva le sorti della figlia, impedendole di sposare l’uomo che amava perché “una donna non deve amare” ma fare un buon matrimonio (a livello economico). Zazà non osò mai ribellarsi alla madre per non ferirla e perché la sua educazione cattolica la rendeva incapace di decidere per se stessa e per la sua felicità.

Intorno ai sedici anni Simone cominciò a mettere in dubbio la sua fede fino ad arrivare al punto di non credere più, senza però accennarlo alla famiglia. Lasciò la scuola cattolica per seguire il suo sogno di studiare filosofia per poi insegnare. Queste scelte la misero in contrasto con i genitori, lei cominciò a sentirsi non amata, non apprezzata e addirittura si convinse che suo padre la ritenesse brutta. Inoltre la situazione economica della famiglia de Beauvoir peggiora e i rapporti si fanno ancora più tesi e distanti, nonostante ciò Simone ottiene ottimi risultati nei suoi studi e comincia a frequentare personaggi di spicco della Sorbona e della cultura francese. La sua mentalità si fa più aperta, comincia a liberarsi veramente dalle costrizioni mentali dell’educazione cattolica, sviluppa un pensiero politico distante dall’estremismo di destra e si libera di Jacques o meglio dell’idea di essere innamorata di Jacques, amico di infanzia e di adolescenza che però non ha mai ricambiato i sentimenti di Simone. Infine incontra Jean-Paul Sartre con il quale inizia a costruire un rapporto di stima e rispetto reciproco, discutono di tesi filosofiche e si proiettano nel futuro.

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La scrittura di Simone de Beauvoir è elegante e precisa. Le sue memorie arrivano a noi in maniera così dettagliata grazie all’abitudine di scrivere diari. Infatti questo testo riporta anche i minimi particolari delle giornate di Simone, come il titolo di un film visto in una determinata occasione, il numero di cocktails bevuti in una tale serata o il cibo gustato durante una certa cena. Dettagli questi, a mio avviso, che rendono in alcuni tratti un po’ lenta e poco scorrevole la lettura, ma che aiutano a capire il percorso di crescita di questa donna che è riuscita con sofferenza e ostinazione a vivere la sua vita senza dettami nonostante il suo sesso.

Sono già pronta per leggere la seconda parte dell’autobiografia, e di seguito qualsiasi testo di Simone de Beauvoir splendido esempio di donna.

 

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