Stoner di John Williams.

Stoner è un romanzo di John Williams scritto nel 1965 e ripubblicato negli Stati Uniti nel 2003, grazie ad un passaparola tra lettori sui social è diventato un bestseller molto apprezzato e osannato dai più. In Italia viene pubblicato nel 2012 da Fazi Editore.

La storia inizia nel 1910, il protagonista è William Stoner figlio di una coppia di poveri contadini del Missouri abituati al duro lavoro della campagna. I genitori tra sacrifici e privazioni decidono di mandarlo all’Università di Columbia alla facoltà di Agraria affinché impari nuove nozioni e tecniche per coltivare la terra. Durante una lezione di lettere Stoner ascolta un sonetto di Shakespeare e ha una folgorazione, capisce che la sua passione è la letteratura e cambia il suo indirizzo di studi senza comunicarlo ai genitori.

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Ciò che immediatamente colpisce il lettore nelle prime pagine del romanzo è la totale mancanza di amore. La vita della famiglia Stoner è priva di affetto, tra di loro parlano poco e i rapporti tra genitori e figlio sono cordiali ma distanti. Lavorano duro da mattina a sera e questo è tutto. Anche quando Stoner lascia la casa paterna per andare all’Università non troviamo calore umano ma solo studio, lavoro, rapporti interpersonali  ridotti al minimo indispensabile e nessun accenno alla felicità. Eppure il romanzo è già magnifico in questi primi capitoli, la scrittura di Williams è pura poesia e usa le parole in un modo eccezionale, descrive la banalità delle azioni di Stoner e la sua passività con una semplicità ed un’efficacia che lasciano senza fiato. Più avanti, alla fine del capitolo 11 c’è una scena in cui l’anima abbandona il corpo che viene descritta in maniera magistrale e fa di questo autore uno dei migliori di sempre. La vita del protagonista non ha grandi sussulti, lui è un uomo incapace di affrontare gli eventi di petto o con passione. Stoner, semplicemente, resiste. Non ha ambizioni, finisce per fare l’insegnante nell’Università dove ha studiato e si dedica con abnegazione ai suoi studenti, scrive un saggio partendo dalla sua tesi e riesce anche a pubblicarlo, la cosa lo gratifica ma poi abbandona la stesura di un secondo testo come se temesse di avere ancora successo. Si innamora e sposa una donna (orribile) ma scopre ben presto con lucida consapevolezza che il suo matrimonio è una trappola crudele da cui non prova neanche a scappare. Assiste inerme alle due Guerre Mondiali e all’incertezza che inevitabilmente deriva da un conflitto come se lui vivesse altrove, al riparo dal dolore della perdita. Nelle ultime pagine del romanzo si legge una frase che racchiude l’intera storia di quest’uomo:

“…le cose non sono mai state facili, per te,vero?” Stoner ci pensò su un momento e poi disse: “No. Ma forse non ho neanche voluto che lo fossero”.

Ho letto questo romanzo dietro suggerimento di una ragazza su Instagram ed anche perché ne ho sentito parlare ovunque benissimo. E’ una di quelle letture che ti restano dentro e che ti cambiano la vita. E’ impossibile non voler bene a quest’uomo nonostante la sua inezia, per lui si soffre e si prova rabbia. Stoner mi ha costretta ad interrogarmi sulle mie azioni, su ciò che quotidianamente faccio per me stessa e per la mia felicità. Sono sicura di star seguendo la via corretta? Gestisco gli eventi negativi o mi faccio travolgere? E’ questa la vita che avrei voluto vivere? Che dire, avrei bisogno di uno psicologo!!!

Leggete questo libro, una due tre tutte le volte che volete, sedetevi comodi e andate a lezione di vita da William Stoner.

 

 

 

 

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