Olga di carta – Jum fatto di buio

Jum fatto di buio” è il secondo libro della serie “Olga di carta” scritto da Elisabetta Gnone, già autrice della saga “Fairy Oak” , e pubblicato nel 2017 da Salani Editore.

Si tratta di narrativa per bambini e ragazzi, ma affascina molto anche gli adulti.
Protagonista è appunto la piccola Olga Papel, fragila e minuta ma con la spiccata predisposizione al racconto fantastico. Abita ai margini del villaggio di Balicò con la nonna Almida e il fedele cagnolino Valdo. La sua migliore amica è Mimma, una bambina solare e indipendente, che vive lontano e torna al villaggio solo durante le vacanze. Bruco Debrìs è l’altro componente del trio di amici, vero nome Bruno, un piccolo genio che viene però preso di mira dai bulli per via del suo aspetto fisico. A fare da contorno troviamo gli eterogenei abitanti del villaggio: il parroco Don Sero, la “barbiera” Tomeo, il professor Debrìs, Barcabroncio, la Casolina, il signor Gibòd, i fratelli Grampet e la terribile Cherpia.
A Balicò durante l’inverno fa freddo, specie quando arriva la neve. Eppure tutto sembra dissolversi non appena Olga inizia a raccontare, allora l’intero villaggio le si stringe attorno per ascoltarla. Il bosco che lei tanto amava è stato abbattuto lasciando vuoto e desolazione, proprio questi sentimenti, che Olga pur essendo piccola conosce benissimo, le hanno fatto venire in mente delle storie da narrare agli abitanti di Balicò. Il protagonista di questi nuovi racconti è Jum, un essere enorme e orrendo, informe, meschino e cattivo, si nutre di lacrime e sopravvive solo se c’è chi ne versa a fiumi. Il mostro sente l’odore della tristezza da lontano e si apposta accanto alle sue vittime aspettando avido che loro comincino a piangere. Olga conosce un rimedio alla malinconia e alle lacrime: le sue storie, che contengono consolazione, speranza e risate scaccia Jum. E ogni storia è diversa dalle altre perché anche il vuoto che lascia la perdita di qualcuno o qualcosa non è uguale per tutti.
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Spesso mi chiedo cosa sia la bellezza, se si tratti più di un parere soggettivo oppure trovandosi, per esempio, davanti allo spettacolo di un tramonto sul mare non si possa fare a meno di considerarlo bello. Eppure c’è chi non ama il mare e i tramonti, quindi ognuno definisce la bellezza in maniera del tutto personale.
Ecco, per me la bellezza è quest’idea di esorcizzare una paura, colmare un vuoto o sopportare il dolore semplicemente raccontando storie. Aggrapparsi all’immaginazione fanciullesca per tornare a ridere è un concetto semplice da enunciare ma difficilissimo da mettere in pratica per gli adulti. La meraviglia di questo libro è che la penna raffinata dell’autrice mette l’importante compito in mano ad una bambina, chi meglio dei bimbi riesce a ricorrere alla fantasia? E proprio la minuta Olga dona conforto ai “grandi” che piangono di tristezza. Credo che “Jum fatto di buio” aiuti i bambini a crescere ma ancora di più gli adulti a ricordarsi della loro fanciullezza.
Sono da sempre convinta che non sia il lettore a scegliere il libro ma l’esatto contrario, e se io ho conosciuto Olga in questo periodo è perché avevo bisogno di ascoltare la sua storia adesso! Niente avviene per caso.
Leggete questo libro (che tra l’altro ha all’interno illustrazioni e dettagli molto curati), amatelo e fatelo conoscere ai vostri bambini.

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