Oggi consiglio un libro. “Nulla fallisce” di Al.

Nulla fallisce” è un romanzo autobiografico il cui autore, Al, ha preferito restare anonimo.

Si tratta del racconto della vita di Al dagli anni delle elementari fino ai 30 anni circa. Una storia dolorosa con un padre prima violento e poi totalmente assente e una madre costretta a fare i salti mortali per tenere in piedi ciò che restava della sua famiglia. Al era un bambino solitario e sovrappeso, gli anni della scuola media furono per lui molto difficili per via del bullismo dei compagni ma fu la scuola superiore a segnare indelebilmente la sua anima. Veniva deriso e picchiato perché grasso e strano, veniva chiamato “gay” e trattato con disprezzo e sufficienza da tutti. L’unico amico vero era Alessandro che frequentava già da qualche anno e che era diventato per Al una sorta di porto sicuro, almeno finché non va a studiare in un’altra scuola. Il racconto di ciò che il protagonista subisce dai compagni è molto forte, a tratti disturbante, non ci si capacita di tanta cattiveria gratuita nei confronti di un ragazzo fin troppo tranquillo, e ovviamente l’assenza assoluta nella scuola di figure adulte positive rende tutto ancora più atroce.

Ricordo anch’io le scuole medie come i tre peggiori anni della mia vita ma la mia esperienza non è lontanamente paragonabile a quella di Al, anche se, essendo sempre stata in sovrappeso, di battutine velenose ne ho collezionate parecchie.

Il lavoro che Al ha fatto su se stesso è la risposta migliore a bullismo e cattiveria, ha curato il suo corpo e la sua anima con fatica ma con risultati eccezionali. Credo che anche la scrittura di questo “diario” lo abbia aiutato moltissimo a lasciare che il passato rimanga tale e a mettere nero su bianco i suoi successi. Ciò che mi è piaciuto tantissimo è il rapporto che Al ha con la musica fin da bambino: ha avuto una colonna sonora diversa per ogni epoca, per ogni situazione da affrontare ed è riuscito a prendere spunto dai testi per tirarsi su, per andare avanti, per isolarsi o al contrario per sentirsi meno solo.

Questo romanzo è molto intimo e personale, a volte mi sentivo quasi intimidita nel leggere dettagli talmente privati, però è curativo e dà speranza e ciò che riesce a conquistare Al è straordinario. E questi sono i motivi per cui vi consiglio la lettura di “Nulla fallisce”.

Scheda del libro.
Titolo: Nulla fallisce
Autore: Al
Prezzo: versione digitale gratuita su Amazon
Editore: Self publishing

La mia top12 dei libri letti nel 2018.

Ben trovati lettori e lettrici.

Un anno se ne va ed è tempo di bilanci. Avevo deciso che avrei fatto una top ten dei libri migliori letti quest’anno ma poi ho pensato che avrei voluto scegliere un libro per ogni mese, solo che alcuni mesi erano più scarsi mentre altri un po’ più ricchi di belle letture e ho risolto il dilemma stilando una top dodici tra tutti i libri letti nel 2018. Devo dire che è stato un anno di letture belle ed appaganti, tranne alcuni trascurabili intoppi, ho letto libri meravigliosi ed arricchenti. E ho anche letto tantissimo, secondo i miei calcoli e quelli della mia libreria su Anobii nel 2018 ho letto ben 102 libri! Credo che sarà un record difficilmente ripetibile, ma la quantità poco importa preferisco leggere magari solo dieci libri bellissimi in un anno che leggerne centocinquanta ma poco interessanti. Il 2018 è stato un anno piuttosto fortunato per me perché ho letto tanto e bene!

Come si può vedere dalla foto, la predominanza di libri editi Adelphi è abbastanza evidente! Così come il colore blu, e non è un caso! Per non parlare poi di Shirley Jackson che è stata la mia scoperta di quest’anno e che “ho dovuto” inserire con tutti e tre i suoi libri che finora ho letto: “Abbiamo sempre vissuto nel castello“, “L’incubo di Hill House” e “Lizzie“.

In effetti la cara Shirley non è stata l’unica scoperta letteraria che ho fatto quest’anno, molti degli autori che vedete in foto erano per me solo dei nomi visti spesso su bookstagram. Per esempio “Follia“, “Le braci” e “Stoner” per un lungo periodo sono stati oggetto di foto, recensioni e consigli. Li ho letti e comprati proprio seguendo opinioni positive di blogger o lettori che seguo su Instagram. “Marie aspetta Marie” è stata forse la lettura più malinconica dell’anno, mi sono innamorata di questo personaggio femminile un po’ fuori dal comune. “Tokio express” è un giallo scritto benissimo e con una trama molto intricata, una lettura impegnativa e divertente. “Le nostre anime di notte” è stato il mio primo Haruf e so già che ce ne saranno altri. “Una donna” di Annie Ernaux è stata una lettura cruda, l’autrice parla della vita della madre appena morta senza sentimentalismi, quasi fosse un elenco di eventi successi a qualcun altro. La sua scrittura mi è piaciuta e voglio approfondirne la conoscenza. “Balzac e la Piccola Sarta cinese” è finito tra le mie mani per puro caso (ho sbagliato a metterlo nel carrello durante un acquisto online) ed è stato un caso davvero fortunato. Infine “Memorie straordinarie di un libro vivente” è una storia fantastica e commovente.

Da notare che ho mantenuto l’equilibrio anche tra autori ed autrici, anche se non era voluto 😉

Vi auguro un felice 2019 pieno di letture e soddisfazioni!

Oggi consiglio un libro. “Lizzie” di Shirley Jackson.

Ben trovati lettori e lettrici. Oggi vi parlo della mia ultima lettura, si tratta di “Lizzie”, romanzo pubblicato in Italia da Adelphi e scritto da Shirley Jackson.

Ho letto questo libro insieme ad altre lettrici in un gruppo di lettura su Instagram. Ho sentito pareri abbastanza negativi su “Lizzie”, c’è chi addirittura si chiede come mai una casa editrice di un certo livello come la Adelphi lo abbia pubblicato. Sarà che a me lo stile di scrittura della Jackson piace a prescindere, ma non ho trovato in questo libro tutti i difetti di cui si parla in giro. 

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La protagonista è Elizabeth Richmond, una giovane di 23 anni molto semplice, dalla vita piatta, vive con una zia che amministra i suoi beni e svolge un lavoro poco entusiasmante. Da qualche tempo la ragazza soffre di terribili mal di testa che sembrano addirittura incurabili. Tramite il medico di famiglia, Elizabeth incontra il dottor Wright che la sottopone ad una serie di sedute ipnotiche durante le quali vengono alla luce tre personalità diverse e in conflitto tra loro: oltre alla noiosa Elizabeth, conosciamo la dolce Beth e la crudele Betsy che vorrebbe far sparire per sempre le altre due. Questa scoperta, lungi dall’essere la soluzione al problema di Elizabeth, farà venire a galla segreti familiari a lungo nascosti e farà dubitare lo stesso dottor Wright della sua dottrina.

Il romanzo è suddiviso in sei capitoli, ognuno dei quali è raccontato da uno dei protagonisti. L’autrice è bravissima ad alternare i vari punti di vista cambiando anche il modo di raccontare in base alla personalità del protagonista, infatti il primo capitolo è piuttosto lento e noioso proprio perché ripercorriamo le giornate e le sensazioni di Elizabeth.

E’ questo il motivo principale per cui consiglio la lettura di “Lizzie”: trovare all’interno della stessa trama tanti punti di vista diversi scritti in maniera totalmente differente è, secondo me, indice di grande maestria. Inoltre avevo immaginato un finale totalmente diverso ed invece è stato una sorpresa! E a me questo genere di sorprese piacciono molto.

Scheda del libro.
Titolo: Lizzie
Autrice: Shirley Jackson
Prezzo: € 20,00
Editore: Adelphi Edizioni

Oggi consiglio un libro. “The Hate U Give” di Angie Thomas.

Ben trovati lettori e lettrici, oggi vi consiglio la lettura di un libro che parla di un tema sempre molto attuale in ogni parte del mondo: la discriminazione razziale.

“The Hate U Give” è ambientato negli Stati Uniti e la protagonista Starr è un’adolescente nera che vive con la famiglia in un quartiere ghetto dove a fare il bello e il cattivo tempo sono le varie gang che lottano per il controllo del territorio rendendo di fatto la vita impossibile alla brava gente. I genitori di Starr, il padre soprattutto, sono molto legati al quartiere e sperano di contribuire a cambiare le cose, ma mandano i figli in una prestigiosa scuola “per bianchi ricchi” affinché ricevano una buona educazione scolastica. Starr si divide tra il ghetto e i suoi amici di infanzia con i quali può essere sempre se stessa, e la scuola ed i suoi ricchi compagni di classe che sanno poco o nulla della situazione del suo quartiere.

Una sera durante una festa con gli amici, Starr si ritrova nel mezzo di una sparatoria e allora fugge via in macchina con il suo caro amico Khalil. Un poliziotto li ferma e li perquisisce, durante il fermo senza un motivo apparente l’uomo spara a Khalil che muore davanti agli occhi di Starr.

Come spesso accade in queste situazioni la macchina del fango nei confronti della vittima si mette in moto e il fatto che Khalil è nero, abita nel ghetto e spaccia lo rende automaticamente uno “che se l’è cercata”. Solo Starr può raccontare la verità riguardo a quella sera, ma riuscirà a reggere la pressione di qualcosa di talmente grande e difficile da affrontare per lei?

Si tratta di uno young adult scritto dal punto di vista di una ragazza adolescente che oltre a raccontare il suo primo amore, la scuola, le amicizie, le liti tra fratelli, parla anche di situazioni di degrado, di violenza e di ragazzini costretti dalla vita a spacciare e a far parte di gang perché non hanno altre alternative. La cronaca statunitense, e non solo, è piena di uomini neri uccisi da poliziotti che restano impuniti. E sono state anche moltissime le rivolte nei ghetti quando accadono fatti del genere, la verità è che lo Stato è spesso assente in queste situazioni di degrado e criminalità o se è presente lo è con poliziotti corrotti al soldo delle gang.

Nonostante la scrittura del romanzo non sia perfetta e a tratti la storia risulti un po’ artefatta, ne consiglio la lettura perché il punto di vista di Starr è reso molto bene: il suo essere divisa tra ghetto e ambiente ricco e protetto la rende più critica nei confronti di ciò che succede nel suo quartiere ma anche più legata ad esso perché è lì che è veramente se stessa.

Scheda del libro. 
Titolo: The Hate U Give. Il coraggio della verità
Autrice: Angie Thomas
Prezzo: € 14,00
Editore: Giunti Editore

Oggi consiglio un libro. “Il metodo ikigai. I segreti della filosofia giapponese per una vita lunga e felice.”

Ben trovati lettori!

Oggi voglio consigliarvi un libro di autoaiuto che fa conoscere i segreti della longevità dei giapponesi.

Sull’isola di Okinawa si contano più di 24 centenari ogni centomila abitanti e questo è un valore molto più alto della media mondiale. Ma non si tratta solamente di superare la soglia dei cento anni, il fatto che più incuriosisce è che questi vecchietti arrivano a quell’età con uno spirito giovanile invidiabile. Sono attivi, sono lucidi e sono sempre in movimento, fin da giovani coltivano vari hobby e una volta in pensione si tengono occupati in tante altre attività.

Ma qual è il loro segreto? Si tratta solo di dieta equilibrata, meditazione, vita sana e all’aria aperta o c’è dell’altro?

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Sembra proprio che dietro questi eccezionali centenari si nasconda l’ikigai, che altro non è che la propria ragion d’essere, ciò che la mattina ci spinge ad alzarci dal letto, a prenderci cura di noi stessi, ad uscire di casa, in poche parole fare ciò che amiamo e che ci rende felici.

La ricerca dell’ikigai non è semplice e non ha regole uguali per tutti, ma offre degli spunti e dei consigli per raggiungere un equilibrio fisico e mentale e per arrivare alla vecchiaia con l’animo curioso ed allegro. Inoltre c’è chi riesce ad individuare  il proprio ikigai facilmente e chi invece deve lavorarci un po’ di più.

Questo libro offre tantissimi spunti di riflessione e molteplici esempi di esercizi anche fisici per aiutare noi stessi a star meglio. In una società caotica, troppo tecnologica e veloce come la nostra di sicuro non è semplice ritagliarsi dei momenti quotidiani per se stessi, ma è comunque possibile almeno provarci.

Segui il tuo ikigai. Dentro di te c’è una passione, un talento unico che dona senso alle tue giornate e ti spinge a dare il meglio di te fino alla fine. Se non l’hai ancora scoperto la tua prossima missione è trovarlo.

Vi consiglio questa lettura perché è bella e piacevole, mi ha fatto molto riflettere sul mio stile di vita e voglio provare a mettere in pratica alcuni dei suggerimenti di cui ho letto.

 

Scheda del libro. 
Titolo: Il metodo ikigai
Autori: H.Garcìa, F.Miralles
Prezzo: € 15,90
Editore: Rizzoli

Recensione. “L’ombra del viandante” di Mariella Sparacino.

Bentrovati lettori! Oggi vi parlo della mia prima lettura di novembre, si tratta del giallo “L’ombra del viandante” di Mariella Sparacino edito Harper Collins. E’ il secondo romanzo dell’autrice dedicato alle vicende del vicequestore Milena Costa.

Trama. In questa seconda indagine ritroviamo Milena alle prese con un caso che la coinvolge personalmente e coinvolge alcuni dei suoi amici ed ex compagni di liceo. Mentre sta per uscire dal Commissariato per andare dal notaio Elsa Romeo sua vecchia “amica”, Milena riceve una strana telefonata in cui un uomo che non vede dai tempi della scuola le chiede aiuto perché è convinto che qualcuno lo voglia morto. Milena non da peso alla telefonata anche perché Michele Buontempo, questo è il nome dell’uomo, è sempre stato eccentrico. Appena arriva dal notaio però sente uno sparo provenire dall’ufficio, entra e trova Michele riverso sulla scrivania di Elsa Romeo. Sembra a tutti gli effetti un suicidio, la porta chiusa dall’interno, la pistola ancora in mano all’uomo ma Milena sente il classico campanello d’allarme che la mette in allerta e nonostante anche l’autopsia stabilisca che Michele si sia sparato da solo, lei inizia le sue indagini. Nella vicenda si troveranno coinvolti molti degli ex compagni di classe di Milena tra cui il notaio Romeo, l’attuale sindaco della città, un onorevole, un avvocato, un vescovo e altri personaggi che nel corso degli anni hanno costruito una reputazione rispettabile. Reale o di facciata spetterà all’intuito e alla caparbietà di Milena scoprirlo.

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Il mio commento. Questo secondo romanzo si presenta da subito molto più maturo rispetto al primo, Milena sembra cambiata è più ironica, ancora meno incline ai compromessi ma più aperta agli altri, all’amicizia e forse all’amore…chissà! La tensione legata alle indagini è subito molto alta ed è impossibile non voler sapere come va a finire. Così come nel primo romanzo dove l’autrice parla di un argomento molto importante come il trattamento che ricevevano i malati di mente, o presunti tali, nei manicomi, anche qui leggiamo storie di sofferenza e degrado che si legano alla trama rendendola più ricca e attuale. Le vicende si svolgono in una cittadina della Sicilia sud-orientale ed è quindi inevitabile parlare di sbarchi di disperati che fuggono da fame, miseria e guerre. Ed è altrettanto inevitabile chiedersi che vita facciano una volta giunti qui, dove vanno a finire tutti i minori non accompagnati? C’è qualcuno che realmente si occupa di loro o le loro giovani vite già provate finiscono nelle mani di gente orribile? E’ chiaro che non per tutti coloro che arrivano qui si prospetta la tanto chiacchierata pacchia e questo viene spiegato benissimo nel romanzo. Non voglio dire che si tratta di una denuncia sociale ma il libro è molto legato al territorio che racconta e chi come me conosce bene quei luoghi sa riconoscere le descrizioni fisiche di strade, piazze, paesaggi ma anche i problemi che affliggono la vita quotidiana. Il ritratto che viene fuori di Milena Costa è di una donna sola che ha scelto la solitudine per paura della sofferenza, non si è mai sposata, fugge dai probabili corteggiatori e “snobba” gli amici di un tempo perché “ero abbastanza in là con gli anni per non voler più sprecare nemmeno un minuto della mia vita in cose che non amavo”, però nei momenti più duri soffre per non avere una spalla su cui piangere. E’ forte e tenace ma non teme di mostrare la sua debolezza, ed è questo che la rende immediatamente simpatica al lettore, oltre al fatto che pur essendo ligia alle regole e al dovere ha un lato umano molto empatico. Anche qui come ne “L’estate dei dieci temporali” Milena si trova davanti persone ed eventi del suo passato che le scavano dentro e la mettono in crisi obbligandola ad interrogarsi e ad aprirsi, a fare i conti con le sue scelte. Riguardo l’indagine non posso svelare altro, purtroppo, dico solo che è molto ingarbugliata e che incontra tematiche forti e terribilmente attuali e che l’autrice è stata brava e delicata nell’usare immagini e parole adeguate affinché non scadesse tutto nella morbosità.

Vi consiglio la lettura di questo intenso thriller perché vi garantisco che vi terrà incollati alle pagine e poi, aspetto non di poco conto,è scritto davvero bene.

A presto!

Scheda del libro. 
Titolo: L'ombra del vinadante 
Autore: Mariella Sparacino
Prezzo: € 3,99 
Editore: Harper Collins

Recensione. “L’invitato” di Massimiliano Alberti.

Ben trovati lettori! Oggi vi parlo di una delle mie letture di questo mese. Si tratta del romanzo di Massimiliano Alberti “L’invitato”, Edizioni Infinito.

Trama. Tre ragazzi, Leonardo Kevin e Tommaso, cresciuti a Trieste e lì diventati amici e compagni di avventura, si ritrovano dopo anni a Vienna. Tommaso, il più benestante dei tre, invita gli altri due nella città austriaca per coinvolgerli nel suo nuovo e ambizioso progetto di una galleria d’arte dedicata alla Pop Art. Leo, che è il protagonista nonché voce narrante, accetta più per necessità che per convinzione considerando che si ritrova senza lavoro, senza soldi e “costretto” a vivere a casa con i suoi. Giunto a Vienna ritrova i vecchi amici e l’antica complicità  sembra ricominciare là dove era stata interrotta. Ma le vicende di Leo non vanno benissimo, un po’ arrogante e un po’ testardo si ritrova presto in conflitto con Tommaso.

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Il mio commento. L’ambiente della galleria d’arte di Tommaso è aristocratico, nel senso che è frequentata da rampolli di ricche famiglie danarosi e viziati, ma è anche estremamente povero perché mancano quasi del tutto qualità morali . A parte un paio di ragazze che fanno da contorno alla storia e Kevin che è abbastanza ingenuo, per il resto incontriamo personaggi superficiali e banali. Leonardo è arrogante e attacca chiunque incontri sulla sua strada con ironia pungente al limite della maleducazione, e spesso riceve esattamente lo stesso trattamento che riserva agli altri. La sua arroganza è una forma di autodifesa, cerca di mostrarsi all’altezza della situazione raccontandosi in un modo che in realtà non è. Non lo è sia per un discorso economico, non ha il portafoglio gonfio come gli altri, sia perché è incapace di fare, si autoconvince di meritare molto di più  ma poi in pratica non fa nulla per migliorare o cambiare la sua situazione. E’ uno di quei protagonisti di romanzi che si fa odiare, ma proprio tanto! C’è però da dire che essendo la voce narrante non fa sconti a se stesso e racconta la sua caduta con un’onestà intellettuale molto apprezzabile. Ad un certo punto della storia entra in scena una ragazza tanto bella quanto irraggiungibile, è la fidanzata di uno dei collaboratori della galleria e quindi Tommaso mette in guardia l’amico: è meglio che lasci stare quella ragazza per non creare problemi nel posto di lavoro. Tra l’altro Margarida, la bella in questione, non sembra minimamente interessata a Leo e addirittura lo tratta con noncuranza. Niente di tutto ciò fermerà Leonardo dal corteggiarla in maniera anche poco matura, inimicandosi Tommaso e il fidanzato di Margarida. Questo innamoramento unilaterale segna l’inizio della parabola discendente della vita di Leonardo a Vienna, passerà dal lusso alla fame in poco tempo, senza però perdere né la speranza che Margarida ceda al corteggiamento né  la sua arroganza. Quante donne sognano un corteggiatore così tenace? Tante, ma non tutte! E purtroppo per Leo, Margarida è una ragazza veramente dura da convincere, oltre che snob e già accoppiata. Il nostro protagonista offre anche la sua parte più nascosta ed altruista, anche se per poco. Questo sprazzo di bontà d’animo però fa intuire come Leo sia capace anche di molto altro, di come in un certo senso si adatti alla gente che lo circonda e semplicemente cerchi di sopravvivere in mezzo a veri e propri squali abituati a valutare le persone in base al loro conto in banca. Alla fine non si può fare a meno di prenderlo in simpatia o comunque di giustificare i suoi misfatti.

Per quanto riguarda lo stile dell’autore posso solo dire che è molto elegante e curato, quasi una scrittura d’altri tempi in linea perfetta con l’immagine classica e lussuosa di Vienna, la trama è sviluppata benissimo ed è ricca di spunti di riflessione e di dialoghi filosofici interessanti.

A presto!

Scheda del libro. 
Titolo: L'invitato
Autore: Massimiliano Alberti
Prezzo: € 14,00 
Pagine: 218
Editore: Infinito Edizioni